sabato, dicembre 31, 2005

L'estro di S. Silvestro.

Tra i tanti auguri per l'anno nuovo, tutti simili, tutti inviati a casaccio tra i contatti del proprio telefonino, ricevo.
"Che sia un anno sereno e tanto eccitante".
Mi piace.
Mi sa di un magico pastone fatto di caffè e camomilla che ti rende elettrico e compassato allo stesso momento. Un occhio spento, l'altro roteante. Un braccio penzolante ed un altro che si dimena al suono della denz miusic.
Comunque sia, per non far torto a tutti i predecessori io vado con:
"Anche a te e famiglia. Con tanto affetto"

Buon dieci al cubo per due più sei. A tutti voi.
Sharing makes you Sexier!

sabato, dicembre 24, 2005

Merry Natale to tu.

E così eccoci agli auguri di rito.
Difficile non essere ridondanti, luogocomunisti e/o luogofascisti.

Il Natale è giunto. E' giunto con quarantatrè e-mail contenenti quel Babbo Natale che canta in stile hip-hop o lirico, e che per non fare torto ai quarantatrè mittenti ho piazzato tutti sul mio desktop. Come per i regali veri, come quando si esce quell'orribile centrotavola ben conservato nell'ultimo cassetto dell'armadio di un garage dismesso. La chiave è dispersa, si agisce con la fiamma ossidrica. Poi si levan via le ragnatele e lo si mette in bella vista in soggiorno, cosicchè il vecchio prozio che lo regalò l'anno precedente si riempia di sè. Ma ovviamente il vecchio prozio non ricorda neanche la procedura per sedersi sul water, figurarsi del centrotavola (che per lui appare come una attraente tavola di water, e con un pò di vino in vene ci si siede pure su e si ride tutta la famiglia a crepapelle. Fin quando però non si adopera per riempirlo).

Il Natale è giunto. E' giunto con i primi enormi cartelli dei politici che ci fanno un consuntivo dell'anno. Sui posti di lavoro che abbiamo acquisito. Sui progressi nella scuola, nelle pensioni. Grazie a noi contribuenti non esistono più le mezze pensioni, nè le mezze minzioni. Un politico sembra lì sospeso, etereo, sopra una meravigliosa veduta della mia città. Sembra un angelo in giacca e cravatta. Mai visto però un angelo disegnato con una tale faccia di deretano, in tutta la mia vita. Ah, artisti moderni.

Il Natale è giunto. Eccoci al 24 sera. Il negozio è ricolmo di gente. La fila è chilometrica alla cassa. Ciascuno tiene il proprio regalo tra le mani e guarda in *cagnesco* gli altri. Neanche i cani stessi ti guardano così tanto in *cagnesco*. Ad un certo punto risuona nell'aria una voce nota ( Elio e le Storie iperTese) che dice:
"Posto che il problema principale è procurarsi dei regali
non importa cosa prendi l'importante
è che li prendi.
Provo a non ridurmi all'ultimissimo momento
24 sera 19 e 29 negoziante, stai chiudendo.
Mi accontento di qualunque puttanata
una maniglia colorata, un porta spilli,
un portafoglio, un portafiglio,
una cagata, qualcosa"
Tutti smettono di guardarsi in *cagnesco*. Sorridono. Ride soprattutto il tizio con la maniglia colorata tra le mani, che si sente un perfetto pirla.

Il Natale è giunto. Con i suoi Short Message Service, anonimi, sempre uguali. Augurandoci ogni forma di bene con un semplice click e 10-15 cent. Ed io rispondo invariabilmente "Anche a te e famiglia. Con tanto affetto". Ed anche qualche affettato, che sotto Natale non fa mai male.

Il Natale è giunto. C'è chi lo odia, chi l'ama, chi lama suicida, anzi lametta, anzi la metta a suo posto se non deve acquistarla.

E comunque un abbraccio virtuale a tutti voi.
Sharing makes you Sexier!

martedì, dicembre 13, 2005

Amare fino al punto in cui.

  • Arriva un suo messaggio notturno dopo giorni di silenzio. Tu dormi già da due ore, ma nondimeno, occhi impastati, rispondi quasi immediatamente al suo messaggio usando vocaboli come "incontrovertibile" o "idiosincrasia".

  • Non prendi mai un impegno, perchè lei "potrebbe" teoricamente voler uscire con te. Si aspetta fino a mezzanotte, poi si è troppo stanchi per poter raggiungere gli amici, che hanno frattanto trascorso la serata prendendoti per il culo per ciò che sei diventato, e ringraziando il cielo per la tua assenza, foriera di cotanta allegria.

  • La si vede dappertutto. Dai manifesti del barbuto candidato di centrodestra, che ti ricorda di quanto ti parlava del suo nipotino Silvio; in un preservativo abbandonato dietro un muro lercio, che ti ricorda in un sol istante di tutti i rapporti sessuali che con lei NON hai mai avuto.

  • Dici ai tuoi amici (con cui esci di pomeriggio, mentre lei lavora) "ecco questa è la nostra canzone" con occhi sognanti, mentre l'autoradio è ferma su Radio Maria.

  • Simuli la sua bocca nei rotolini d'adipe che hai sullo stomaco. Fai parlare la sua similbocca adipogenetica imitando la sua voce che ti dice "Non ho mai amato nessuno come te".

  • Tenti di autoipnotizzarti con il tuo pendolino. Poichè non ha più alcuna funzione al di fuori di quella.

  • Leggi queste righe e scoppi a piangere.

(Ravvediti figliuolo. Al mondo ci sono molte donne. Anche se sei un caso kleenex.)
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venerdì, dicembre 02, 2005

Si mente sottilmente

Si mente sottilmente, diceva qualcuno, ma si mente sempre. E’ una subdola propensione all’impostura, che ciascuno di noi segue senza nemmeno accorgersene. Rendiamo i particolari più attraenti, smussiamo le spigolature, ci rendiamo socialmente più gradevoli.
Dovremmo starci a sentire più spesso. Ci stupiremmo e non ci fideremmo più delle nostre opinioni.

“Tu menti” lei mi disse.
“Fammi un esempio a caso” le risposi.
E lei mi disse che a parole avevo apprezzato il suo pranzo, con la mimica facciale l’avevo parzialmente disgustato.
“Le lasagne erano ottime” solo un po’ scipite e qualche minuto di cottura in meno l’avrebbero rese gradevoli al palato. Ma tua madre non ti ha mai insegnato granchè, suppongo.
E lei aggiunse che anche il giudizio sui nuovi capelli, freschi di parrucchiere, le sembrava artificioso.
“Quel rosso fuoco ti dona, ed anche la lunghezza”. Peccato ti facciano un po’ puttana.

Ora lei sorride, mi si avvicina e strusciandosi addosso mi fa capire di voler fare.
“Tu mi fai impazzire” le dico.
Sono savio e misurato e non proprio eccitato. Ma magari lei si darà più da fare, oggi sono talmente stanco.

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sabato, novembre 19, 2005

Una singola parola

Umor plumbeo, sotto un cielo altrettanto, per mr.H.
Bisognava andar oltre il senso della quotidiana fatica, delle aspre tensioni. E vederla arrivare sotto casa sua non poteva che essere una scintilla, un toccasana sublime.
Era venuta a trovarlo perchè sapeva del suo disagio esistenziale. Ma sapeva altrettanto che le motivazioni addotte a quella situazione di pessimismo erano sterili, e dovute a situazioni contingenti e volatili.
"Non devi chiuderti nel buio di una stanza. Sii attivo. Alzati dalla sedia e fingi di non poterti sedere per più di dieci minuti come farebbe un fiero possessore di emorroidi, dopo cinque giorni di ostentata stitichezza. Oppure ancora inventati una fistola virtuale, e corri in giro a caccia di donne!"
Già gli era passata. Quella scatologia di eventi rettali aveva agito come un potente farmaco. Il cielo appariva meno grigio e mr.H rideva come uno stupido. Forse nascendo di luglio e di lunedì, lei disse, si è lunatici di natura.
Ed aggiunse scherzosamente:
"Ho assolto al mio compito? Allora stasera si esce, ci si riempie di birra e si fanno le solite lunghe chiacchiere sotto il portone di casa tua. E se non sei con me, invita pure Abdùl". Ironia.
Caso volle, che una delle pettegole del condominio fosse affacciata alla finestra.
La pettegola rientrò e disse al marito.
"Oddio, sai la novità? E noi pensavamo che mr. H fosse un lurido onanista! Il nostro vicino sta con un tale Abdùl! Ed hanno rapporti sessuali davanti al portone di casa nostra. E' orribile!"
Il vicino impazziva dalla voglia di raccontare quella perla. E si recò da un suo amico.
"Sai cosa? Mia moglie ha visto mr.H nel nostro condominio con un senegalese di nome Abdùl. Pare che lei l'abbia visto tirargli fuori il suo flaccido attrezzo, e cominciare un sapiente lavoro da film porno!"
E fatto sta che il caro amico del vicino fosse anche il padre di un conoscente di mr.H, mr.Z.
E Mr.Z andò da Mr.H dicendogli.
"Da oggi in poi stammi lontano. Che ti rinchiudano in un carcere, insieme a Nadia Desdemona Lioce, e a quel branco di gay dei brigatisti Rossi. Ora capisco quando mi guardavi con quegli occhi languidi. Non riuscirò più a rilasciare correttamente il mio sfintere quando ti vedrò vicino."
E lo lasciò lì interdetto, facendolo ricadere nel suo amaro crogiuolo esistenziale.
La morale è facile.
Quando parli fà attenzione. C'è sempre qualcuno che potrebbe confondere una mela per una minchia.
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mercoledì, novembre 09, 2005

Ispirazioni mancate.

Capita di non trovare ispirazione, o stimoli, o tempo nella conduzione di un blog. E ci sono segni evidenti che possono testimoniare la stanchezza generale. Il segno più chiaro si ha quando il padrone del blog fa visita al suo stesso sito. E non per incrementare il counter come potrebbe arguire il peggior malpensante. Ma per vedere se quel blog , a cui tanto si tiene, ha da solo partorito un post probabilmente grazie alla virtù divina, e di cui egli stesso possa fruire.
Poi capita anche che i visitatori, che non son troppi, ma neanche scarsissimi, si degnino di lasciare un parere con grande parsimonia. La oserei definire stitichezza commentatoria.
Ed allora il padrone del blog partorisce un'idea assolutamente NON originale per far fronte, temporaneamente, ai problemi suesposti. O, cari visitatori, che da tanta parte dell'universo il guardo volgete a questo diario di beffe, lasciate un commento. Meglio, una singola parola.
Il post che seguirà questo conterrà tutte le parole introdotte nei commenti.

Neanche AmadeusExMachina e Jerry Sfotti, avrebbero potuto tanto.

I migliori riguardi.
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domenica, ottobre 23, 2005

La donna ideale

Tutti gli chiedevano come doveva essere la sua donna ideale. Era una domanda quasi classica, e la risposta che ne veniva fuori era sempre più sfiziosa ed elaborata. Al punto che l'ultima volta in cui gli fu chiesto (e la domanda proveniva da una ragazza che lo adorava e tentava in ogni modo di concupirlo) la risposta fu più o meno questa.

"Alta. La desidero alta non meno di un metro e settantacinque, e non più di un metro e ottanta. Perchè troppo bassa, immagino potrebbe procurarmi gravi problemi di scoliosi, troppo alta, si sa, perde di armonia, spesso. Il corpo deve essere armonioso e ben proporzionato. Il seno abbondante. Oh sì. Non parlatemi di seconde misure e di seni che devono adagiarsi tra le dita come coppe di champagne. I seni devono essere floridi, opulenti ed antigravitazionali. Ahimè quelle cipolle lunghe e flaccide, che guardano in basso con fare triste non fanno per me. Ma non dimentichiamo il didietro. Solido, tornito. Quasi sudamericano. Baluardo orgoglioso delle gambe, le famose gambe con tre buchi. Quelli che si formano perfettamente quando esse sono giunte. Ah, le mani. Affusolate, amo le dita lunghe ed aggraziate. E poi la parte fondamentale. Il viso! Lineamenti delicati su una carnagione mediterranea. I capelli castano scuri (e indispensabilmente lisci) che creano un gradevole contrasto con occhi chiari, verdi. Profondi. Di quelli che riescono a ridere all'unisono con bocca ed il resto del viso".

La ragazza ha gli occhi lucidi. Non riconosce neanche una delle qualità fisiche citate in sè stessa, e non sa cosa aggiungere. Rimane interdetta e ferita e vorrebbe essere migliaia di chilometri distante da quell'essere presuntuoso ed esigente.
Ma un amico, presente anch'egli alla discussione, nonchè Maestro di Sarcasmo ruppe il silenzio glaciale.

"Che strano. Fino a due giorni fa la tua donna ideale era quella la cui temperatura non scendesse sotto i 35 gradi. Beh, nel caso in cui le esperienze di queste ultime quarantotto ore abbiano modificato radicalmente i tuoi parametri, internet ha la soluzione immediata alle tue comprensibili esigenze.
Fai un giro su www.realdoll.com e fammi sapere se scatta il colpo di fulmine"
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sabato, ottobre 15, 2005

Baciami, stupido

"Sei di una bellezza stupefacente. Chi è stato l'artista che ha messo insieme con perfezione quegli occhi celesti, quel naso che guarda in su? E quella bocca da baciare"
"Lo sai bene. Sono stati i miei genitori, e non ci sono voluti neanche tanti colpi di pennello, secondo me"
Rise ed arrossì, quando si accorse del malizioso doppio senso che, suo malgrado, era venuto fuori dalla sua bocca.
"E mi piace da morire quando arrossisci. Ti fa così straordinariamente autentica in mezzo a tanti fantocci, che non sanno far altro che fingere e poi ancora fingere"
"Ma arrossire non è mai bello. E' scoprirsi i fianchi, mostrare una debolezza. Se non fossi diventata rossa, avresti brindato alla mia spavalderia, alla mia battuta impudica."
"Ma è talmente bello invece godere ancora di una sottile naturalezza, di una temporanea verginità mentale! Per questo ti adoro, mi capisci"
Arrossì un'altra volta.
"Ecco vedi. Sai come farmi vergognare a comando. E questo non è bello. Hai troppo potere su di me, uomo!"
"Se ho così tanto potere su di te, posso baciarti, ora? Lo desidero così tanto..."
"Il tuo potere si può fermare al farmi arrossire. Ma baciarti, mi sembra una cosa talmente impossibile!"
"Dovresti smetterla con queste remore. Dovresti capire che la storia col tuo ex è finita già da un pezzo. Non si riscaldano le minestre, la saggezza popolare ti insegna che non riavranno MAI lo stesso sapore!"
"So che hai perfettamente ragione, ma non è questo il punto e tu lo sai.."
"Lo so. Lo so perchè me l'hai fatto capire in ogni modo. Hai detto che non avevate più una vita sessuale. Che fuori dal letto le discussioni erano oramai banali e prive di senso alcuno. Un legame sfibrato, che non potrebbe essere recuperato neanche col più impegnativo sforzo di volontà e compromesso"
"E' proprio così, lo confermo.."
"Ed allora, se hai già mostrato un palese disinteresse verso di lui, ed un amorevole accanimento cerebrale nei confronti della mia persona, ora ti ostini ad indietreggiare di fronte al mio tentativo di serrarti le labbra?"
"Sai quanto ti adoro. Ma sai meglio di me che è impossibile."
"Non sarò felice fin quando non avrò abbattuto questo muro tra di noi."
....
"Non ti senti stupido? Va bene, baciami se ci riesci. La voglio proprio vedere la tua lingua sulla webcam."
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giovedì, ottobre 13, 2005

Il piacere è tutto mio


N.D.B. Non so se il post resterà a lungo ... Sto uscendo un pò fuori dalla linea editoriale che mi ero prefissato :)
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martedì, ottobre 11, 2005

Lei vuole guadagnare piu denaro?

Ricevo nella mia casella di mail, qualcosa che mi sorprende, mi fa venire la pelle d'oca, mi dà grosse speranze per il mio prossimo futuro. Volentieri riporto letteralmente questa grossa occasione che la Fortuna ha voluto farmi incontare.


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domenica, ottobre 02, 2005

You're beautiful, you're centovetrine

Ascoltavo una di quelle canzoni alla radio, una di quelle martellanti, che persino i bambini di quattro anni finiscono per intonarti, col loro inglese ancora inesistente.
Gli accordi sono semplici, così come la storia: un uomo incontra lo sguardo di una donna bellissima, in una giornata qualunque, e ne rimane folgorato. Il tutto rimane solo in quell'attimo, e nell'eventuale ricordo su cui l'autore costruisce dei castelli destinati ad impattare con la dura realtà.
Ed il tutto mi riporta ad un altro ricordo.
Una serata fresca, uno tra gli amici più cari, una libreria ove siamo soliti rovistare in serate disimpegnate. Mentre giriamo tra gli scaffali, l'amico mi picchietta sulla spalla e mi intima di guardare dall'altro lato. Alzo lo sguardo e vedo. Un fiore di ragazza. Non saprei precisamente quale fiore, di botanica non m'intendo molto, ma probabilmente qualcosa di non troppo dissimile da un tulipano. E' china su un libro che sfoglia disordinatamente. Lineamenti perfetti, occhi svegli. Un corpo che dice "ti prego, facciamo l'amore qui". E' sola.
L'amico mi fa notare che ovviamente non avremmo fatto nulla, che stupidamente, come sempre si fa nella vita, avremmo lasciato andar via quella meraviglia della natura. Fu allora che con risolutezza presi un libro da uno scaffale, "sulla strada" di Jack Kerouac. Probabilmente uno dei libri culto del ventesimo secolo, quattrocento pagine di noia condensata. Francamente la vita del buon Jack si potrebbe reputare più divertente da vivere "on the road" per l'appunto, piuttosto che essere letta. Ma il punto era uno dei pochi stralci che tempo addietro m'aveva colpito e che feci leggere al mio amico:

"..Avevo comprato il biglietto e stavo aspettando l'autobus per Los Angeles quando vidi ad un tratto una graziosa piccola messicana in pantaloni che stava venendo proprio nella mia direzione. Era scesa da uno degli autobus che si erano appena fermati con un gran sospirare di freni ad aria; questo scaricava i passeggeri per una sosta. Il petto le sporgeva in fuori dritto e sincero ; i suoi piccoli fianchi avevano una linea deliziosa; i capelli erano lunghi e di un nero brillante; e i suoi occhi erano due enormi cose azzurre piene di timidezza. Desiderai poter viaggiare sul suo autobus. Un dolore mi trafisse il cuore, come succedeva tutte le volte che vedevo una ragazza che mi piaceva andarsene in direzione opposta in questo mondo troppo grande...."

Dopo aver letto l'amico annuì, e disse che avrebbe dovuto fare qualcosa. Che bisognava far sì che quella serata non diventasse un ricordo triste come quello del buon Jack. Ma quel qualcosa non accadeva e lui, nonostante la mia meritoria opera di convincimento, tergiversava.
Gli dissi che il tempo non sarebbe stato infinito. E che sarei andato io.
Mi presi di coraggio, e col libro di Kerouac tra le mani mi avviai verso di lei pronto a farle leggere quel passo, ed a far diventare quella serata una Storica serata. Il mio amico mi fissava da lontano con una punta d'ammirazione. Quando fui molto vicino a lei, un altro ragazzo che nel frattempo stava silente non troppo distante dalla ragazza (assai concentrato anch'egli sulla lettura, almeno così pareva) la abbraccia da dietro baciandole il collo. Smarrito proseguo avanti fino alla mensola di fronte, prendo un libro a caso (credo fosse un libro della collezione "DisHarmony") e lo porto al mio amico dicendo "Ho trovato quello che stavi cercando".
Non fu di certo una serata storica, ma si rise parecchio.
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sabato, settembre 24, 2005

Un tempo...

Un tempo era tutto più complesso. I principi più saldi, meno libertà sessuale. Ai tempi dei nostri nonni il corteggiamento era una fase complicata, si doveva intercedere presso i genitori per avere in cambio la mano della bella figlia. Ora è tutto più facile, si può cambiare partner con la velocità con cui si cambiano le mutande (cosa che tutti auspichiamo, il continuo ricambio della biancheria inFima). Ed è forse per questo che il concetto del PerSempre è un passo assai duro da digerire. Tutto ciò che ci vede mettere firme su azioni che dureranno PerTuttaLaVita sono sempre una grande fonte di paure. La meraviglia delle prime frequentazioni è spesso spezzata dal timore che la cosa possa IMPROVVISAMENTE diventare troppo seria.
E' questa la storia di Tizia e Tizio. Tizia, diciamocelo francamente, è un pò allergica ai rapporti a lunga scadenza. E' rimasta scottata da un precedente rapporto. Tizio è invece un bravo ragazzo, uno di quelli spassosi, ma anche uno di quelli che esce con le Tizie e non ci prova mai la prima sera, e neanche la seconda.
La terza vanno al cinema, ad un orario desueto, le 18:30. L'orario dei bambini. L'orario in cui l'OminoTraIlPrimoESecondoTempo non porta i gelati e le cipster, ma leccalecca e zucchero filato. Tizia non capisce come mai Tizio abbia insistito per quell'orario. Ed alla fine del film la rotta è preoccupante. Sono sotto casa di lui.
"Ceniamo insieme a casa mia? Vorrei farti conoscere i miei gen..."
Tizia sbianca in viso. Comincia a intravvedere il paurosissimo PerSempre affacciarsi alla finestra della sua vita. Si sente soffocare, vorrebbe uscire dalla macchina ed urlare al mondo, che "No! La Libertà è sacrosanta!".

"Ceniamo insieme a casa mia? Vorrei farti conoscere i miei genitali, i miei sono fuori per il weekend!"
Un sospiro di sollievo, ed il preannunciarsi di una serata niente male. Pericolo scampato.
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sabato, settembre 17, 2005

Settantasette passi

Era accaduto quello che immaginava, c'era da aspettarselo. Non sentiva. Non vedeva o non voleva vedere. Chi lo guardava, non capiva cosa stesse succedendo a Qualcuno.Sguardo spento, perso in una fissità quasi patologica. E camminando urtava persone, cose, fors'anche animali. Non chiedeva scusa poichè non era cosciente dell'impatto. Attorno a lui soltanto un paesaggio indistinto, senz'anima, e senza anime a popolarlo.Accadeva questo, in una mattina nuvolosa agli inizi di un novembre di un annoqualunque.In un paio d'ore era divenuto un fenomeno da baraccone. Dapprima grazie alla sua camminata goffa, ed il percorso strenuamente e inquietantemente ripetuto alla nausea. Settantasette passi contati tra la seconda panchina (a destra del cartello "rispettate la Natura, non solo quella umana") e l'abete secolare, andatura costante e sguardo perso tra il cielo ed un telefono cellulare.

Di certo Qualcuno era cosciente del fatto che il parco a quell'ora era affollato di bambini che accompagnavano i nonni per una salubre passeggiata. Ed era cosciente che il parco ospitava anche giovani studenti che trovavano maggiormente attraente sfogliare un libro immersi nel verde di un parco, piuttosto che nell'edificio postmoderno che ospitava l'università polifunzionale poco distante da lì. Ed aveva paura, perchè durante il suo attendere vedeva solo chiazze d'alberi e panchine confuse. Nessuna anima viva, pur essendo cosciente che intorno a lui qualcuno doveva esservi. Il problema nasceva dalla sua mente malata, ma sapeva che aspettare era l'unica medicina possibile. Certi temerari avevano persino tentato di frapporsi sul suo abituale tragitto per vederne la reazione. Era un trattore. Arrivava alla sua meta scostando con una forza disumana coloro che gli ostruivano la via, nonostante il suo fisico esile. Oh, se era esile. Personaggio dall'aspetto misero, minuto, alto tanto da rendergli accessibile meno di un decimo della popolazione femminile mondiale.

"Hey tu! Ferma!" gli gridavano all'orecchio. E lui non batteva ciglio.

L'anziana signora voleva chiamare la polizia, ma il giovane studente di psichiatria la lasciò desistere con un approssimativo "vediamo cosa succede". Era come se ad uno storico avessero chiesto di consegnare il reperto archeologico appena trovato alle autorità competenti.
"Signora, vede? Guardi il suo sguardo fisso, noti il percorso ripetuto con incessante dedizione. E' una tipica distorsione della personalità che si riflette sulla deambulazione. Probabilmente si trova in uno stato di trance indotto da un trauma pregresso"
"Quanti inutili paroloni, a me sembra solo un pazzo fuggito da una clinica psichiatrica! Santo cielo, dovremmo fare qualcosa!".
Passarono due secondi e forse qualche altro decimo da quell'ultima frase, quando un cellulare squillò. Era il cellulare di Qualcuno.Quel suono lo bloccò dal suo ipnotico incedere.
Guardò il numero, finiva per settantasette settantasette.
Rispose.
"Addio" disse la voce dall'altro lato del telefono.
Chiuse.
Mentre una lacrima gli rigava il volto, una folla di gente gli apparve intorno.
"Scusate" disse. E andò via senza dire null'altro.
Eppure era stato avvertito. La mamma l'aveva cresciuto rammentandogli in continuazione di come l'amore renda ciechi.

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martedì, settembre 13, 2005

E' meglio che non lo si dica in giro

Risultare uno dei vincitori per aver scritto un raccontino, parto di mezz'ora di follia creativa, su un sito per teenager. Di sesso femminile. Tra una prima volta ed un problema irrisolubile (come quello della ragazzina che pensava che un assorbente interno potesse disperdersi nel corpo una volta inserito?).
Bisogna essere aperti alle nuove esperienze, ma pubblicare il link no.
Preferisco copincollarlo su un post. Non ora.
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domenica, settembre 11, 2005

Chirurgia AntiEstetica

Immaginate questa ragazza ventenne, un corpo da modella, un viso perfetto. Due occhi azzurromare su un carnagione mediterranea. Attende in una sala bianca, muri bianchi, poltrone bianche, soffitto bianco. Il pavimento non lo guarda neppure. È troppo altezzosa e sicura di sé, e le hanno insegnato a guardare sempre dritto, con estrema fierezza. Un signore la chiama per nome dalla porta di fronte.
Prego si accomodi.
E soprattutto si lasci guidare.
Se mettessimo due o tre rughette vicino agli occhi?
E facessimo comparire un po' di borsette?
E il collo, appena appena più flaccido e privo di tono?
Oh, mi creda. A cinquant'anni tutti le diranno 'Ma lei è tale e quale a trent'anni fa!'
Non le sembra un miracolo?

"Vittima dell'inganno di questo secolo... Che rincorre il mito di forme avvenenti e di chirurgia estetica" C.Consoli
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sabato, settembre 10, 2005

Milan Dixit

"In questo paese la gente non apprezza il mattino. Si fanno svegliare di prepotenza da una sveglia che spezza il sonno come un colpo di scure e si abbandonano subito a una fretta funesta. Come può andare una giornata che comincia con un simile atto di violenza? Cosa può esserne di persone che giornalmente ricevono, per mezzo di una sveglia, un piccolo elettroshock? Ogni giorno che passa si abituano alla violenza e disapprendono il piacere. E' il mattino che decide del temperamento di un uomo" ....... "Io, invece, amo talmente queste ore di ozio mattutino, in cui passo lentamente, come per un ponte pieno di statue, dalla notte al giorno, dal sonno alla veglia. E' il momento della giornata in cui darei non so che cosa per un piccolo miracolo, per un incontro inatteso che mi persuadesse che i mei sogni notturni continuano e che l'avventura del sonno e quella del giorno non sono separate da un abisso."
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lunedì, settembre 05, 2005

Tutto iniziò con un mal di stomaco...

Il dilemma è...
Sarà stato il kebab?
O il sushi di ieri l'altro?
O qualche microparticella infetta sarà penetrata nell'organismo durante l'ultima pulizia di denti?
O furono le patate transgeniche del McDonaldDuck?
La risposta è....
Non importa se tu sia bianco, nero, giallo. Ma se ti svegli in Turchia, portati un antidiarroico.
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