domenica, ottobre 23, 2005

La donna ideale

Tutti gli chiedevano come doveva essere la sua donna ideale. Era una domanda quasi classica, e la risposta che ne veniva fuori era sempre più sfiziosa ed elaborata. Al punto che l'ultima volta in cui gli fu chiesto (e la domanda proveniva da una ragazza che lo adorava e tentava in ogni modo di concupirlo) la risposta fu più o meno questa.

"Alta. La desidero alta non meno di un metro e settantacinque, e non più di un metro e ottanta. Perchè troppo bassa, immagino potrebbe procurarmi gravi problemi di scoliosi, troppo alta, si sa, perde di armonia, spesso. Il corpo deve essere armonioso e ben proporzionato. Il seno abbondante. Oh sì. Non parlatemi di seconde misure e di seni che devono adagiarsi tra le dita come coppe di champagne. I seni devono essere floridi, opulenti ed antigravitazionali. Ahimè quelle cipolle lunghe e flaccide, che guardano in basso con fare triste non fanno per me. Ma non dimentichiamo il didietro. Solido, tornito. Quasi sudamericano. Baluardo orgoglioso delle gambe, le famose gambe con tre buchi. Quelli che si formano perfettamente quando esse sono giunte. Ah, le mani. Affusolate, amo le dita lunghe ed aggraziate. E poi la parte fondamentale. Il viso! Lineamenti delicati su una carnagione mediterranea. I capelli castano scuri (e indispensabilmente lisci) che creano un gradevole contrasto con occhi chiari, verdi. Profondi. Di quelli che riescono a ridere all'unisono con bocca ed il resto del viso".

La ragazza ha gli occhi lucidi. Non riconosce neanche una delle qualità fisiche citate in sè stessa, e non sa cosa aggiungere. Rimane interdetta e ferita e vorrebbe essere migliaia di chilometri distante da quell'essere presuntuoso ed esigente.
Ma un amico, presente anch'egli alla discussione, nonchè Maestro di Sarcasmo ruppe il silenzio glaciale.

"Che strano. Fino a due giorni fa la tua donna ideale era quella la cui temperatura non scendesse sotto i 35 gradi. Beh, nel caso in cui le esperienze di queste ultime quarantotto ore abbiano modificato radicalmente i tuoi parametri, internet ha la soluzione immediata alle tue comprensibili esigenze.
Fai un giro su www.realdoll.com e fammi sapere se scatta il colpo di fulmine"
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sabato, ottobre 15, 2005

Baciami, stupido

"Sei di una bellezza stupefacente. Chi è stato l'artista che ha messo insieme con perfezione quegli occhi celesti, quel naso che guarda in su? E quella bocca da baciare"
"Lo sai bene. Sono stati i miei genitori, e non ci sono voluti neanche tanti colpi di pennello, secondo me"
Rise ed arrossì, quando si accorse del malizioso doppio senso che, suo malgrado, era venuto fuori dalla sua bocca.
"E mi piace da morire quando arrossisci. Ti fa così straordinariamente autentica in mezzo a tanti fantocci, che non sanno far altro che fingere e poi ancora fingere"
"Ma arrossire non è mai bello. E' scoprirsi i fianchi, mostrare una debolezza. Se non fossi diventata rossa, avresti brindato alla mia spavalderia, alla mia battuta impudica."
"Ma è talmente bello invece godere ancora di una sottile naturalezza, di una temporanea verginità mentale! Per questo ti adoro, mi capisci"
Arrossì un'altra volta.
"Ecco vedi. Sai come farmi vergognare a comando. E questo non è bello. Hai troppo potere su di me, uomo!"
"Se ho così tanto potere su di te, posso baciarti, ora? Lo desidero così tanto..."
"Il tuo potere si può fermare al farmi arrossire. Ma baciarti, mi sembra una cosa talmente impossibile!"
"Dovresti smetterla con queste remore. Dovresti capire che la storia col tuo ex è finita già da un pezzo. Non si riscaldano le minestre, la saggezza popolare ti insegna che non riavranno MAI lo stesso sapore!"
"So che hai perfettamente ragione, ma non è questo il punto e tu lo sai.."
"Lo so. Lo so perchè me l'hai fatto capire in ogni modo. Hai detto che non avevate più una vita sessuale. Che fuori dal letto le discussioni erano oramai banali e prive di senso alcuno. Un legame sfibrato, che non potrebbe essere recuperato neanche col più impegnativo sforzo di volontà e compromesso"
"E' proprio così, lo confermo.."
"Ed allora, se hai già mostrato un palese disinteresse verso di lui, ed un amorevole accanimento cerebrale nei confronti della mia persona, ora ti ostini ad indietreggiare di fronte al mio tentativo di serrarti le labbra?"
"Sai quanto ti adoro. Ma sai meglio di me che è impossibile."
"Non sarò felice fin quando non avrò abbattuto questo muro tra di noi."
....
"Non ti senti stupido? Va bene, baciami se ci riesci. La voglio proprio vedere la tua lingua sulla webcam."
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giovedì, ottobre 13, 2005

Il piacere è tutto mio


N.D.B. Non so se il post resterà a lungo ... Sto uscendo un pò fuori dalla linea editoriale che mi ero prefissato :)
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martedì, ottobre 11, 2005

Lei vuole guadagnare piu denaro?

Ricevo nella mia casella di mail, qualcosa che mi sorprende, mi fa venire la pelle d'oca, mi dà grosse speranze per il mio prossimo futuro. Volentieri riporto letteralmente questa grossa occasione che la Fortuna ha voluto farmi incontare.


Lei vuole guadagnare piu denaro?
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Ho già pronta la lettera di licenziamento. E non pensate che possa riportare l'indirizzo corretto (e ruggente) di mrs. Leona che mi condurrà per mano, verso l'universo inesplorato dell' arricchimento online, degli FSS, degli LLC, delle attraenti vocali non accentate. Non vedo l'ora di contattIrli, e di poter diventare il businessman più amato del web. Mi ricorderò di voi quando sarò ricco e famoso, non temete.
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domenica, ottobre 02, 2005

You're beautiful, you're centovetrine

Ascoltavo una di quelle canzoni alla radio, una di quelle martellanti, che persino i bambini di quattro anni finiscono per intonarti, col loro inglese ancora inesistente.
Gli accordi sono semplici, così come la storia: un uomo incontra lo sguardo di una donna bellissima, in una giornata qualunque, e ne rimane folgorato. Il tutto rimane solo in quell'attimo, e nell'eventuale ricordo su cui l'autore costruisce dei castelli destinati ad impattare con la dura realtà.
Ed il tutto mi riporta ad un altro ricordo.
Una serata fresca, uno tra gli amici più cari, una libreria ove siamo soliti rovistare in serate disimpegnate. Mentre giriamo tra gli scaffali, l'amico mi picchietta sulla spalla e mi intima di guardare dall'altro lato. Alzo lo sguardo e vedo. Un fiore di ragazza. Non saprei precisamente quale fiore, di botanica non m'intendo molto, ma probabilmente qualcosa di non troppo dissimile da un tulipano. E' china su un libro che sfoglia disordinatamente. Lineamenti perfetti, occhi svegli. Un corpo che dice "ti prego, facciamo l'amore qui". E' sola.
L'amico mi fa notare che ovviamente non avremmo fatto nulla, che stupidamente, come sempre si fa nella vita, avremmo lasciato andar via quella meraviglia della natura. Fu allora che con risolutezza presi un libro da uno scaffale, "sulla strada" di Jack Kerouac. Probabilmente uno dei libri culto del ventesimo secolo, quattrocento pagine di noia condensata. Francamente la vita del buon Jack si potrebbe reputare più divertente da vivere "on the road" per l'appunto, piuttosto che essere letta. Ma il punto era uno dei pochi stralci che tempo addietro m'aveva colpito e che feci leggere al mio amico:

"..Avevo comprato il biglietto e stavo aspettando l'autobus per Los Angeles quando vidi ad un tratto una graziosa piccola messicana in pantaloni che stava venendo proprio nella mia direzione. Era scesa da uno degli autobus che si erano appena fermati con un gran sospirare di freni ad aria; questo scaricava i passeggeri per una sosta. Il petto le sporgeva in fuori dritto e sincero ; i suoi piccoli fianchi avevano una linea deliziosa; i capelli erano lunghi e di un nero brillante; e i suoi occhi erano due enormi cose azzurre piene di timidezza. Desiderai poter viaggiare sul suo autobus. Un dolore mi trafisse il cuore, come succedeva tutte le volte che vedevo una ragazza che mi piaceva andarsene in direzione opposta in questo mondo troppo grande...."

Dopo aver letto l'amico annuì, e disse che avrebbe dovuto fare qualcosa. Che bisognava far sì che quella serata non diventasse un ricordo triste come quello del buon Jack. Ma quel qualcosa non accadeva e lui, nonostante la mia meritoria opera di convincimento, tergiversava.
Gli dissi che il tempo non sarebbe stato infinito. E che sarei andato io.
Mi presi di coraggio, e col libro di Kerouac tra le mani mi avviai verso di lei pronto a farle leggere quel passo, ed a far diventare quella serata una Storica serata. Il mio amico mi fissava da lontano con una punta d'ammirazione. Quando fui molto vicino a lei, un altro ragazzo che nel frattempo stava silente non troppo distante dalla ragazza (assai concentrato anch'egli sulla lettura, almeno così pareva) la abbraccia da dietro baciandole il collo. Smarrito proseguo avanti fino alla mensola di fronte, prendo un libro a caso (credo fosse un libro della collezione "DisHarmony") e lo porto al mio amico dicendo "Ho trovato quello che stavi cercando".
Non fu di certo una serata storica, ma si rise parecchio.
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