sabato, ottobre 31, 2009

Rientri molesti

La settimana è lunga e dura, ci aveva preavvisato Dio, con la questione del sudore della fronte.
Ci aveva prospettato che non sarebbe stato facile, ha sottinteso stress, gastriti, duroni ai piedi. Ma secondo me neanche lui ha previsto la fantascientifica storia dei rientri del venerdì sera.
A quel punto il lavoro è finito, si dovrebbe solo aspettare che l'Alitalia, o Alitalia/Airone, o CAI, o "CribbioAbbiamoRealizzatoUnaCordataTuttaItaliana airlines" vi riconsegni a casa.
E lì invece, a chi ha un po' d'esperienza nel settore è noto che qualunque fenomeno naturale, innaturale o paranormale può verificarsi.
Non ci meraviglia di certo quel ritardo di 45 minuti segnalato sul tabellone proprio quando dovrebbe invece avvenire l'imbarco. La gente borbotta, le voci corrono incontrollate, qualcuno dice "a me l'avevano già detto al momento del check in. Pare sia un ritardo cumulatosi a partire da un problema su un aereo avuto un mese e mezzo fa, nato da una cagata di piccione su uno dei finestrini".
Io non mi scompongo, è come se già avessi visto questa scena migliaia di volte.
Ci spostano di gate -anche qui siamo sul classico- sembriamo delle palline impazzite di un flipper, guidate dalla vocina della signorina di turno che avverte del cambiamento (B6 poi B10 poi B12, poi bagno degli uomini, dove pare il velivolo sia direttamente collegato tramite finger, infine nuovamente B10).
Allo scadere dei quaranticinque minuti, più un'altra abbondante mezz'ora accademica ci prepariamo all'imbarco. Il risultato è degno di uno scatto d'autore. Siamo un rettangolo perfetto, la fila è decisamente più larga che lunga a tal punto che subiamo un richiamo all'ordine perchè stiamo bloccando l'ingresso al gate 9 ed al gate 11.
Una volta dentro ci accoglie un'atmosfera da atollo polinesiano, con la differenza che non ci sono gnocche che ballano l'Hula, non c'è mare, ma giusto un paio di steward nervosi che affrettano le procedure d'imbarco ("preghiamo di riporre il bagaglio sotto i sedili, nelle cappelliere sopra di voi, o al più nei sederi sotto di voi").
"Per l'aria condizionata?" si azzarda a chiedere qualcuno.
"Dobbiamo aspettare l'accensione dei motori" risponde elusivamente lo steward guardando schifato il businessman da centocinquanta chili tutto giacchincravattato e che non odora esattamente di gelsomino.
Siamo tutti belli, seduti e speranzosi nella partenza, quando una voce spezza il silenzio.
"Buonasera sono il comandante PincoPallo, saremmo anche pronti, ma ancora manca un passeggero all'appello, il signor Passanisi. Purtroppo abbiamo già imbarcato il bagaglio, per cui dobbiamo cercarlo e sbarcarlo per ragioni di sicurezza. L'operazione richiede circa 20 minuti".
Mentre qualcuno avanza l'ipotesi che il signor Passanisi sia proprio dentro il suo bagaglio, un po' in tema con halloween, io immagino un povero operatore aeroportuale che con coraggio si infila nella stiva per ricercare la valigia incriminata, con solo una torcia in mano; un compito ingrato, l'operatore si lascia scappare qualche bestemmia quando pensa d'averlo trovato, ed invece no, è quello di un tal "Passaniti", ma appena lo trova lo prende e lo scaraventa fuori, lasciandolo in mezzo alla pista.
E mentre immagino questa scena eroica, un signore lascia il suo posto e comincia una discussione con la donna seduta nella mia fila lato finestrino, che evidentemente conosce. Discussione alla quale non riesco a sottrarmi, in quanto le mie orecchie si trovano nella sconveniente traiettoria.
"E allora? Ho saputo che hai cambiato azienda!"
"Eh sì, ora lavoro in protesi per l'urologia"
"Oddio! Io lavoro per gli andrologi"
Vi risparmierei i particolari sui vari prodotti di cui si occupano, tipo "noi costituiamo l'avanguardia delle protesi peniene", che poi che aggettivo è "penieno"? L'avrà coniato qualche letterato che non è riuscito a trovare nessuna valida alternativa a "penoso", "penale", "penestre" o all'ambiguo "del cazzo".
E mentre scendevano nei dettagli ed io avrei voluto dire loro che "io invece lavoro coi proctologi", giusto per farmeli amici, e chiudere tutto il circolo dei fabbisogni medici all'interno della mutanda, ecco arrivare dall'ingresso il mitico signor Passanisi.
Grossi applausi. Qualcuno si alza pure in piedi, mentre lui, con biglietto e documento ancora in mano corre a testa bassa verso il suo posto.
L'aereo non parte ancora, provo ad allungare il collo per vedere se nel frattanto il suo bagaglio non sia stato lanciato giù in pista, ma poi mi informano che avendo perso lo "slot" di partenza siamo giusto in coda e pronti per partire. E incrocio le dita sperando, con un terrore di fondo, che anche nelle partenze gli aerei non si configurino nella stessa formazione del nostro imbarco.
Un'ora e quarantacinque di ritardo e poco altro da segnalare. Non cambia granchè lì dentro, neanche al momento della consegna dello snack, con gli insulsi tarallini del forno Damiani che da tempo già mi rifiuto di mangiare, e che regalo alla mia vicina ( per altro, ricordandomi della sua discussione precedente, le dico che non gradisco davvero nulla in cambio).
L'ultimo scoglio, atterrati in città è quello del taxi. Che comincia una folle corsa verso casa mia, come se sapesse che sta per scuocermi la pasta, ed io lo rassicuro dicendogli che dopo quasi due ore di ritardo, oramai l'unico desiderio è di entrare nel mio bagno e guardare allo specchio qualcuno che mi rassomigli, senza tagli, fratture o altre sanguinolente amenità.

E poi mi dicono che pretendo troppo quando chiedo weekend da 96 ore.
Sharing makes you Sexier!

3 commenti:

iri ha detto...

1)c'è ancora qualcuno che viaggia con alitalia? la compagnia aerea con il peggiore servizio clienti ever seen?

2) è vero, a roma fiumicino (l'aereoporto più incasinato che ho mai visto) hanno il brutto vizio di cambiarti gate dieci volte, cinque minuti prima dell'imbarco, è angosciante :(

3) suppongo che ognuno è libero di parlare del proprio lavoro, sia addetto di un'agenzia funebre, urologo, proctologo (siempre que se lave las manitas), prostituto o commercialista. non c'è niente di cui vergorgnarsi, però bisogna anche capire che al resto della gente può fare uno strano effetto.

4) la parola PENIANO entra da oggi nella lista nera dei vocaboli che odio con tutta me stessa, come "petting" "ciclo" "momentino","ex" ecc. ecc. ti pregherei quindi di non usarla mai in mia presenza.

5) buon viaggio.


besosss

Rossy ha detto...

Troppo bello ... come al solito!! :)

Mirella ha detto...

Che dire?
Spesso mi sono ritrovata nelle medesime amene traversie, ti sono vicina.
Sei un genio!