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giovedì, dicembre 20, 2012

I 5 peggiori regali di Natale al tempo della crisi



Seppur in tempo di piena crisi, qualcuno ci ha insegnato che fermare il mercato è un pericolo. Se non facciamo girare il denaro, finisce che il denaro non ritorna verso di noi. E' un'equazione capitalista piuttosto semplice, i soldi in banca finiscono col creare ragnatele, figurarsi se i soldi li si tiene in casa sotto il mattone. I grandi evasori fiscali devono spesso combattere una strenua ed improduttiva lotta contro la fuliggine. Poveri loro. Ma sto ancora divagando, ed il tema è qui natalizio, quindi inutile parlare ancora di Monti, spread, Berlusconi, primarie, secondarie, terziario in crisi.
Qui vogliamo far luce sull'annoso problema del regalo natalizio, che comincia a procurarci ansie sin dalla visione del primo spot della Bauli in televisione, che generalmente anticipa sempre un po' di più ogni anno che passa. Non ci preoccuperà fra qualche tempo vederlo a settembre inoltrato, così dopo le ansie procurateci dagli spot post-estivi che sponsorizzano collezioni di soldatini, aeroplani, monete d'epoca, navi, animali rari, vasini e pompe di calore, qualcuno ci dirà che dovremo collezionare pandori, panettoni, stelle di natale e palle di natale. Dalle stelle alle palle, appunto.
Dato per assodato che la scamperemo ai Maya, non ci rimane dunque che fare appello al nostro senso di responsabilità e rigore per poter fare degli acquisti orribili (ma originali) da consegnare a parenti, amici e nemici per questo Natale. E che al tempo stesso assolvano al requisito di non mettere le mani nelle tasche (o sotto le mattonelle) degli italiani.
Ed è per questo che ho selezionato 5 prodotti da fini gourmet del regalo che vado a presentare in rigorosa classifica dall'ultima posizione alla prima.



Sulla confezione sta scritto "per veri amanti dei gatti". Certo c'è da capire se davvero si possa amare a tal punto un felino da voler vedere questo grazioso culetto sul proprio frigorifero. Buona notizia: non scoreggiano, almeno non nella versione base.


Altra roba da fini intenditori. Smettiamola di lavarci i denti con questi dentifrici obsoleti, la menta è oramai demodè. Bisogna fare un parallelo con le colazioni internazionali che aggiungono ai vetusti croissant, tutto un universo salato, fatto di affettati, uova al tegamino, würstel, frittate e colon irritati fritti alla fermata del flan. Si sente in definitiva la necessità di rinfoltire i gusti per i lavatori di denti. 
"Caro hai lavato i denti?" 
"Certo, tesoro"
"E da dove viene questo nauseabondo odore di pancetta?"
"Tesoro, sei incontentabile. Ieri non ti andava bene il mio dentifricio aromatizzato con stocco alla messinese, oggi la pancetta, non so più cosa fare con te!"



Terzo posto. Potty putter
Si tratta di una piccola postazione da minigolf che può essere costruita ai piedi del water.
Così recita il breve messaggio promozionale: "Ritorni a casa dopo una lunga giornata lavorativa. I bimbi ti assillano. Moglie si fa i fattacci tuoi, mentre tutto ciò che desideri è far pratica sull'approccio alla buca. Gioca con Potty Putter! È straordinariamente innovativo e ti garantisce il massimo del divertimento da ogni tuo viaggio verso il bagno. Prendine uno per casa, ed un altro per l'ufficio. Finalmente potrai giocare a golf senza tutta quella gente fastidiosa. Il bagno è forse l'ultimo bastione di libertà, non lasciare che qualcuno lo invada!".
A me rimangono solo due piccole perplessità: la prima è che spero tu abbia almeno un secondo bagno, il piano di non lasciare che altri invadano il tuo bastione di libertà per parecchie ore potrebbe innescare qualche acredine familiare. Non so, tipo guerra dei Roses. Il secondo: ti consiglio di non gridare "buca al primo colpo!", la gente facilmente fraintenderebbe.



Fra tutti i libri pubblicata dalla category for dummies questo è forse il più divertente ed al tempo stesso irritante per il suo oscurantismo sessista. Un estratto dal libro: "Una donna dovrebbe aver cura di gestire produttivamente il proprio tempo. Una donna ha circa 8 anni importanti, dai 27 compiuti, età nella quale si può dichiarare matura, ai 35, quando le probabilità diventano sempre più basse. Così, non spender tempo con un uomo che ha paura del matrimonio, mantieni le tue possibilità aperte, uscendo con più persone contemporaneamente, facendo in modo che i maschietti competano tra di loro". Incommentabile.


La palma d'oro virtuale la guadagna questa mutanda "sporca", nella maniera più marrone possibile. Ovviamente si tratta di macchie finte, ma quanto basta per far sì che nessuno voglia metterci le mani dentro e dunque trovarci soldi e o documenti privati che hanno apposito alloggio all'interno della mutanda. La cosa più interessante è che fa così schifo, che spesso anche chi conosce bene l'articolo, l'ha comprato e ci ha messo pure i soldi dentro non ha alcuna voglia di riprenderseli indietro. E' una sorta di black hole che inghiotte ma non restituisce, solo meno poetico.

Bene, appena mi sarà passata la nausea, andrò a carezzare i sederini magnetici di quei micetti tanto graziosi.
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sabato, dicembre 24, 2011

Contanti auguri

E così siamo giunti alla fine di un altro anno. Duemilaundici. Un anno anonimo, guardando le cifre che lo compongono, 2,0,1,1. I matematici l'hanno disprezzato dal principio.
Annus horribilis per molti: le appendici delle sanguinose rivolte nel mondo arabo, il disastro Fukushima, la follia di Oslo, le alluvioni in Thailandia.
Ma l'italiano, con questa crisi capestro che aleggia sul suo collo, si è salvaguardato col suo pensare leggero: sentendosi sollevato al ritrovamento della salma di Mike Bongiorno, intonando cori da stadio come "chi vota Pisapia non è figlio di Maria", o lasciandosi ipnotizzare dal maestoso sedere di Pippa Middleton.

E poi ovviamente l'anno del "siamo ancora in crisi" e dello spread che sale indefinitamente. Anche se qualcuno continua ad urlare "dov'è la crisi? I ristoranti sono sempre pieni!" cui fa seguito un "Non esistono più le mezze porzioni" con aria afflitta e nostalgica.
Ma il nuovo governo ci assiste con la riduzione dell'acconto IRPEF. Gli italiani pagheranno meno tasse (che per un tasso equivale ad andare a mignotte) e potranno così spendere di più, pur consapevoli che questi soldi dovranno comunque esser tornati indietro allo stato il maggio prossimo.
Come dire, intanto te li do. Tu spendili fino all'ultimo centesimo, poi ti aspetto al varco, quando non li avrai più. Ma tanto l'anno sarà 2,0,1,2, che suona già come una promettente conta verso l'ignoto: duezerounoduezerounoduezerounodue. Suona davvero bene, un po' come suonava la parola Ionico, che ci faceva tanto divertire in gioventù: Ionico-Ionico-Ionico.
Bisestile, per altro, quindi un giorno di crisi in più, come affermano gli economisti più preparati.
Intanto ho il mio bottino temporaneo in tasca e vado in quel sovraffollato negozio di oggettistica, dove la cosa che si sente dire almeno una volta dalla classica casalinga di Voghera (figura mitologica, inesistente persino a Voghera) in un sussulto compiaciuto è "ma che roba deliziosa! Comprerei tutto quello che c'è qui dentro!".
E tutto quello che c'è è:
- Un cavatappi rosa con termometro ascellare incorporato. Di quelli che se non lo metti dalla parte giusta finisci all'ospedale la notte di natale
- Un delizioso babbo natale, a cui premi la schiena e lui risponde "Se continui così, con la sciatica che ho, col cacchio che porto i regali ai tuoi figli!"
- Dei Post-It fluorescenti con scritte come "E' un piacere cucinare per giorni e giorni, ed infine passare la notte insieme ad una famiglia tanto splendida". Insomma, le cosiddette balle di Natale.
- Delle formelle in silicone, rigorosamente riciclate dai seni esplosi nell'anno 2011.

Neanche a dirlo, tutta roba rigorosamente cinese. Ce ne riempiamo a piene mani, arrivando infine alla cassa, dove chiediamo se la merce che abbiamo preso è davvero di buona fattura, e la cassiera/commessa ci rassicura con parole di conforto, che si tratta di roba di primissima qualità, mentre le esplode in faccia il registratore di cassa "Made in China".

Insomma, vogliamoci bene, sarà forse l'ultimo baluardo di quello che ci rimarrà davvero da darci "Made in Italy".
Auguri a tutti di buon Natale e di un felice e bisestile 2012.
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